
Mentre moriva mi sembrava che la sua espressione fosse la stessa di quando pensai di chiederle di sposarmi e l’urlo della frenata era stato assordante ma non glielo chiesi e se mi fossi fermato prima forse non sarebbe successo e lei non so cosa mi avrebbe risposto e il finestrino contro cui poggiava la testa era andato in frantumi e invece le dissi “ti amo” e lei sorrise e il sangue le colava dalla testa impastandole i capelli e io le chiesi se volesse prendermi in giro e anch’io cominciavo a sentire dolore alla testa che avevo sbattuto senza nemmeno accorgermene perché continuavo a guardare lei e mi disse “no che non ti prendo in giro” e il sangue ormai le copriva tutta la faccia e gli occhi erano sereni e io lo sapevo che diceva la verità eppure continuai e un grosso pezzo di qualcosa mi colpiva credo un braccio e credo che fosse perché non volevo che intuisse che sul serio pensavo di chiederle di sposarmi e cominciavo a sanguinare anch’io ma non capivo da dove e credevo che anche quello fosse il suo sangue e lei disse che le nascondevo qualcosa e che non ero capace di dire bugie e gemeva e boccheggiava e io ripetevo il suo nome e le dissi di farla finita e lei mi guardò sorpresa e non posso dire se quelle fossero lacrime o solo una specie di riflesso incontrollato causato dal fumo che iniziava a riempire l’auto e mi disse con un filo di voce “ti amo anche io” e io facevo finta di non sentire niente finché una sirena da lontano mi disse che era finita.


2 commenti:
mmmhhh... Dolce e caldo. Come il sapore del sangue.
Wooosh [onomatopea di chi riprende fiato]
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